Pensar leggendo – durante e dopo.

Vi avevo promesso un aggiornamento sull’attività del pensar leggendo.

Quel che è accaduto DURANTE.

Com’è andata?  Direi bene! Come hanno riposto i ragazzi? Sicuramente con entusiasmo. Devo ancora lavorarci? Ovviamente.  Questo era solo il primo passo verso la scoperta della possibilità di una lettura consapevole. Prima che le due abilità si fondano in una competenza hanno bisogno di allenarle molto e separatamente.

Non vi nascondo che alcuni ragazzi hanno manifestato qualche difficoltà. Non nel prendere appunti durante l’ascolto o nel condividerli con il proprio compagno di lavoro, ma nel definire quale tipo di riflessione stavo attuando io in quel momento. Per raddrizzare il tiro è stata fondamentale la condivisione alla fine dell’ora: ha aiutato a chiarire i punti a loro oscuri e a preparare il  lavoro per casa.

P.s. Nell’assegnare la consegna non ho prestabilito dove alternare riflessione a lettura.Li ho lasciati liberi di sperimentare. Questo perché, mentre li vedevo lavorare in coppia, ho pensato ad un ulteriore passo da proporre come correzione del compito a casa.  Curiosì? Concedetemi ancora qualche minuto di tempo. – O concedetevelo. Dipende dai punti di vista.

 Quel che è accaduto DOPO.

Siete ancora qui? Ok. Allora cercherò di essere breve e chiara.

Come sempre, prima di iniziare a lavorare “sul serio” mi son premurata di verificare la comprensione del testo assegnato per casa. Ogni volta mi invento qualche nuova diavoleria per coinvolgerli. Questa volta no: solo quattro chiacchiere per capire se avevano letto e colto i passaggi del mito di Narciso ed Eco. Poi via! I loro banchi si sono trasformati in tanti uffici postali. 6532005047_142b16058b_b

Ho chiesto ai ragazzi di rileggere le proprie annotazioni riflessive al testo e di sceglierne un paio, tra loro diverse nell’intento.

Li ho invitati a scriverne usando la tecnica della conversazione scritta.

Ciascuno, sul proprio quaderno, ha scritto una “mini lettera” al proprio vicino di banco per condividere con lui due dei propri “pensar leggendo” chiarendo anche la strategia applicata. Il compagno, poi, ha risposto (a tono) al messaggio ricevuto.  Durata del momento dedicato agli scambi epistolari: 15 minuti a esagerare, compresi anche i 2 o 3 (facciamo anche 5 in alcuni casi) di agitazione/disorientamento/profnonhocapitomelorispieghi iniziale.

Un esempio? Eccovi accontentati.

Ciao X,  hai presente quando quella gelosona di Era ha punito Eco perchè aveva coperto la scappatella di Zeus? Ecco. In quel momento ho pensato su cosa  per me era giusto. Secondo me non doveva punirla.  Secondo me Eco non poteva fare altro con il re degli dei di mezzo! Invece quando dice che Narciso stava ore e ore senza muoversi davanti alla fonte per specchiarsi mi è subito venuto in mente quel che succede a casa mia. La conosci anche tu  la mi sorella. Sta sempre in bagno e io arrivo a scuola spettinato.      

Caro Y, io non credo che Era non doveva punire Eco. Eco secondo me doveva stare zitta, invece se l’è cercata. Guarda che non sei il solo che ha qualcuno che ti frega sempre il posto in bagno. Noi si litiga sempre per chi ci va per primo però a casa mia nessuno è vanitoso come Narciso o come la tu sorella.

Questo è uno degli scambi scambi. Dritti al punto, senza convenevoli. Insomma: anche la conversazione scritta è un’esperienza da ripetere.

P.S. Nella trascrizione non sono stata fedele: ho messo mano a qualche “svista” ortografica e a qualche sfondone sintattico.

Perdonata?

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