Scrittura vs tema. Lettura vs Invalsi

Forse avrete già intuito come la penso. Per me si tratta di due puntate sulla vittoria delle squadre di casa. E qui mi viene subito in mente Jovanotti:

Questa è la mia casa! La casa dov’è? La casa è dove posso stare in pace!

Ecco: sogno, voglio, pretendo ed esigo che Scrittura e Lettura (volutamente con la lettera maiuscola) siano considerate dai miei alunni come una casa in cui stare in pace, trovare pace, esercitarsi alla pace.

Ho sfocati ma oscuri ricordi di quando alle elementari, alle medie ed alle superiori, mi obbligavano a scrivere su argomenti da me odiati, o in quel momento giudicati insipidi, poco interessanti e per nulla invitanti.  Fortunatamente avevo ed ho ancora un babbo scrittore. Il suo comodino era pieno di fogli, foglietti, quadernetti da cui strabordavano parole. Quando mi infilavo nella camera dei miei per giocare a volte mi fermavo incuriosita a guardarle e mi chiedevo: “ma si può scrivere anche senza che la maestra ti dica di farlo?”. Allo stesso modo, meravigliandomi davanti a tutti gli scaffali pieni di libri che avevamo in casa pensavo: “ma un giorno, a scuola, potrò permettermi di leggere il libro che voglio o dovrò sempre dedicarmi a quelli che altri hanno scelto per me?” In quel momento la risposta per me non era chiara ma quelle domande mi hanno accompagnata per anni e, forse, inconsciamente, hanno indirizzato tante mie scelte professionali.

Premessa.

Fino allo scorso anno scolastico ho cercato di navigare comunque in acque rassicuranti.

Per la scrittura:assegnavo temi in classe e a casa ma cercando di inventarmi tracce originali e il più possibile alla portata di tutti. A volte anche multimediali con la possibilità di inserire immagini, colonne sonore e magicabula vari.

Per la lettura: consigliavo libri affini ad argomenti affrontati in classe. Passavo tanto tempo a “oddiocosastoperscriveremivergognoafarlo”.. ok: prendo fiato e confesso. Passavo tanto tempo a ragionare con i miei studenti sulle strategie più adatte per portare a casa un risultato positivo all’INVALSI. (L’ho scritto: non odiatemi, perdonatemi. Considerate che ho usato verbi al passato.)

Risultato.

Nella Scrittura: gli studenti già bravetti continuavano a scrivere bene e ogni tanto miglioravano anche. Quelli deboli, svogliati e carenti consideravano comunque lo scrivere un qualcosa di noioso, per nulla indispensabile per la propria vita, del tutto avulso dalla propria realtà. Quindi sempre gli stessi errori, sempre le stesse correzioni. Insomma: una spada di Damocle da cui guardarsi.

Nella Lettura: si salvi chi può. I bravi leggevano, gli altri facevano finta. Però almeno avevano capito come rispondere all’INVALSI e prenderci anche un bel voto..senza capire niente del testo che avevano davanti.

Conseguenze.

Sulla Scrittura.

Come avete già avuto modo di intuire, da quest’anno si cambia. Ognuno scrive di quel che vuole. In classe rispettando una determinata tipologia testuale. A casa neanche quello. Il lavoro in classe è incentrato sul processo di scrittura. Si lavora sugli attivatori, si scrive prima di scrivere (si buttano giù le idee nel modo più congeniale a ciascuno), ognuno inizia a scrivere il SUO testo che verrà da lui progressivamente corretto, rivisto, integrato, rivoluzionato… Contemporaneamente si leggono testi modello a cui ispirarsi, si apprendono e sperimentano tecniche e si condividono con i compagni progressi, dubbi e difficoltà.-  Per ora abbiamo contrattato la consegna di tre testi finiti al mese, ma io spero che presto mi chiederanno di ridurre a 1/2 il numero: vorrà dire che staranno imparando a scrivere in modo più pensato, consapevole e meno frettoloso. A casa i ragazzi lavorano – solitamente – in prosa.  Scelgono cosa raccontare e come farlo: riflettono su quanto vissuto nella settimana, su incontri speciali, su sogni, immaginazioni, progetti .. Si guardano intorno e si guardano dentro.

Sulla Lettura.

Compito a casa: leggere almeno una ventina di minuti al giorno (la progressione della lettura è ovviamente monitorata in classe) e, una volta a settimana, consegnare alla prof un testo di almeno una pagina e mezzo sulla propria esperienza settimanale di lettore. Di cosa intendo con “esperienza settimanale di lettore” parleremo poi.  In classe leggiamo insieme: poesie, libri illustrati, testi modello di qualsiasi argomento. E ne discutiamo. Se ne parla per analizzarne l’aspetto lessicale, altre volte quello formale, altre volte “semplicemente” per riderne o commuoverci insieme. Si imparano tecniche di lettura e scrittura, si costruiscono pareri e punti di vista. Si affinano gusti personali, ci si scambiano consigli. Si capisce davvero quel che si legge. E lo si dimostra senza mettere una crocetta sulla risposta giusta iniziando a eliminare le due alternative completamente errate.

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