La foto che non c’è: un esperimento.

Questa volta si tratta di un esperimento su me stessa. Se mi dite che vi sconquiffera magari lo inserisco in una mini lesson sul “mostrare senza dire”.  Qualche giorno fa Agnese e Loretta si confrontavano sulle tecniche per aiutare i ragazzi a cogliere gli attimi, a concentrarsi sugli istanti eterni della loro vita e a fissarli su carta. Mentre seguivo la loro conversazione il mio cellulare si è illuminato per un messaggio che diceva più o meno così: “hai la memoria piena – devi liberare spazio”. Che coincidenza eh! Si parla di istanti da cogliere e da fissare … e la tecnologia mi invita a liberare spazio, cancellare foto, video, messaggi…

Come sarà la situazione delle schede di memoria dei cellulari dei miei alunni/ dei nostri ragazzi? Loro fotografano ogni cosa. Cliccano, taggano, filmano, “selfiano”: guardano il mondo attraverso un obiettivo e cercano di inscatolare ogni momento. Però tutto, così, ha per loro lo stesso valore: tutte le immagini sono salvate nel cellulare, quasi nessuna viene più stampata, fanno fatica a scegliere, tra milioni di momenti, L’ISTANTE da celebrare.

Fermano attimi che in realtà non vivono davvero. Se chiedi  ad uno scattosmartphone dipendente “cosa provavi” – “come ti sentivi” in quell’istante al massimo risponderà “triste” o “felice”.. o “boh, non mi ricordo ma era ganzo”.

15310629_10211678556025580_1507443791_nCosì ho provato a darmi un compito (anche io ho il grilletto fotografico facile). Ho pensato a quale foto NON ho scattato, a quale attimo della mia vita non ho voluto interrompere per gustarmelo fino in fondo. L’ho individuato ed ho provato a scrivere del perchè… scrivendo di come sarebbe stata quell’immagine, raccontando gli stati d’animo, i sentimenti e le emozioni che avrebbero dovuto trasparire se, qualcun altro, avesse – dall’esterno – fermato quell’attimo senza che me ne accorgessi.

Mentre scrivevo mi sono emozionata, ho riso, ho pianto… Ho pensato di preparare una proposta da utilizzare in classe così com’è o da inserire all’interno di una lezione sul “mostrare senza dire”. Eccola:

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Naturalmente prima chiederei di stilare un elenco di ricordi a loro cari .. o di ricordi importanti di cui non hanno/hanno poche immagini ….Devo ancora studiarci per bene.

Se vi serve qui c’è il link all’immagine stimolo.

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2 pensieri su “La foto che non c’è: un esperimento.

  1. Fantastica attività! Penso che te la ruberò come prossima attività di scrittura, legandola allo stimolo che ho visto mi pare in una presentazione di Jenny sui ricordi più cari… GRAZIE, sei FENOMENALE!!!!! Mi devi dire che app usi per le immagini…

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    1. ultimamente sto usando “Adobe spark”- quest’immagine è creata come “post” ma per modificare quelle di attività didattiche ho scaricato PRISMA sul cell.

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