Scegliendo per scegliere: parole di vetro per guardarsi dentro.

Prima ora, del primo giorno, dell’ultimo anno alle medie: sguardi assonnati e palpebre che si chiudono (loro), polmoni spalancati a respirare il nostro ritrovarci (io). Nelle ultime settimane il pensiero di come li avrei accolti non mi ha quasi mai abbandonata: ogni cosa che leggevo, ogni canzone che ascoltavo, ogni frase captata alla tv, alla radio, in rete… la scandagliavo fino al midollo e la guardavo, leggevo, ascoltavo mettendomi nei loro panni.

Alla fine ho scelto di non iniziare con il botto. Ho scelto la semplice quotidianità. La lettura di un albo (“Vetro” di Silvia Vecchini e Cristina Pieropan), l’ascolto di una canzone (Sogna ragazzo, sogna, di Roberto Vecchioni), le nostre care annotazioni sul taccuino e tante chiacchiere. I libri al centro. Come sempre. E tante connessioni.

Per iniziare a guardarsi allo specchio, riconoscersi e scoprirsi cresciuti.

Abbiamo iniziato scegliendo, per imparare a scegliere.

Mio cuore

Pezzo di vetro

Guardando attraverso

vedo un poco distorto

Quello che perdo

Quello che ho dentro

Il nuovo

Che sento già pronto.

Recita così il retro di copertina di “Vetro”: un albo che parla del diventare grandi, consapevolmente o no. Del bisogno di fermare l’attimo, irripetibile, del chi siamo ora, per riscoprirsi più avanti sempre se stessi ma profondamente diversi.

Dopo averlo letto una prima volta, ne abbiamo discusso”di getto partendo da questi spunti, la stragrande maggioranza dei quali tratti da “Il lettore infinito” di Chambers:

  • Che cosa vi è piaciuto di questo libro? Che cosa in particolare ha catturato la vostra attenzione?
  • Che cosa non vi è piaciuto? Ci sono delle parti che vi hanno annoiato?
  • C’è qualcosa in questo libro che non avete capito o che vi è sembrato strano? Avete trovato qualcosa che non avete mai incontrato in nessun altro libro?
  • Ci sono cose che vi hanno sorpreso? Avete notato delle contraddizioni? Avete notato dei collegamenti o dei motivi ricorrenti?
  • Nel libro che avete letto, avete trovato parole, frasi o espressioni caratteristiche? Avete notato qualcosa di particolare nel modo in cui linguaggio è utilizzato in questo libro?
  • Che tipo è la ragazzina di cui leggiamo le riflessioni? Nello scorrere delle pagine, cambia o resta sempre la stessa? Dove lo troviamo nel libro?
  • Avete trovato in questa storia qualcosa che è successo anche a voi? Avete provato le stesse cose raccontate nel libro?

Schermata 2018-09-17 alle 19.49.45I ragazzi lo hanno poi affrontato individualmente con la strategia del “CCR”: Citazione, Connessione, Riflessione.

Sostanzialmente si tratta di scegliere una citazione dal libro o brano che si sta leggendo: una frase che parli di noi, in cui ci ritroviamo, o anche una che ci definisca secondo la regola del contrasto.

Il passo successivo è quello di esplicitare la natura della connessione, confidando al taccuino la situazione che le parole lette ci hanno richiamato alla mente.

Infine il momento più difficile. Provare a chiedersi: cosa mi dice di me la scelta che ho fatto? Cosa mi dice la connessione che ho istituito?

Vi serve un esempio?

T. ha scelto di soffermarsi su questa frase:

Vado in bici perchè rinfresca i pensieri.

Ha raccontato delle sue scorribande per il paese, del suo bisogno di avere il vento in faccia, soprattutto nei momenti più difficili. Le sue riflessioni lo hanno portato a prender consapevolezza – su carta – di quanto abbia bisogno di libertà, di quanto per lui sia fondamentale il mettere in moto il corpo per mettere in ordine i pensieri confusi, del fatto che quei momenti, lui che ama stare in mezzo algi altri, preferisce viverli a tu per tu solo con se stesso.

Tutto qui.

Il primo passo

del primo giorno

dell’ultimo anno

dei miei fantastici 41 di III.

 

 

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