Una lunghissima – ed un po’ sui generis – immersione.

Chiarisco subito per chi non bazzica il WRW: l’immersione è la prima – e cruciale – tappa di un modulo di scrittura. È quel tempo (cinque o sei sessioni di laboratorio almeno) in cui, in classe e a casa, si cerca di rubare il mestiere dai grandi; in cui si leggono testi modello e ci si interroga non solo su quali siano le caratteristiche di base del genere che si sta per affrontare in scrittura, ma ci si fanno anche domande del tipo “come caspiterina avrà fatto questo autore a tenermi così incollato al testo? a solleticare in maniera tanto nitida il mio sguardo, a suscitare in me emozioni talmente forti?”

La nostra immersione nell’inquietante e nell’horror quest’anno non si è limitata a cinque sessioni di laboratorio ma è durata… hem… un paio di mesi. Niente di strano o eccezionale quando si sceglie di lavorare a tutto tondo su lettura e scrittura. Il percorso di WW che ci vede adesso alle prese con la pre scrittura (vi racconterò) ha infatti messo ai blocchi di partenza la lettura ad alta voce di un classicone dell’horror per ragazzi: Quando Helen verrà a prenderti di Mary Downing Hahn, affrontato indossando sia gli occhiali del lettore sia quelli dello scrittore.

E allora perché questa sarebbe un’immersione sui generis?

Innanzitutto perché alla lettura del romanzo ho affiancato la lettura della prima stagione di Stranger Things. Scoprire le evidenze (per me) e i retroscena (per i ragazzi) della costruzione della trama della serie, dell’ambientazione, dei personaggi e della loro evoluzione, dialogare sui temi e su come questi si affacciavano tra le pieghe della storia, si è rivelato da un lato un intenso esercizio di sguardo e riflessione, dall’altro una possibilità – soprattutto per i più fragili – di presa di consapevolezza e messa in atto di strategie di lettura palombara e di comprensione del testo poi agite più consapevolmente nel momento dell’incontro con il romanzo.

Di seguito, e in ordine sparso, le principali. Alcune sono state anticipate con Stranger Things poi riprese ed approfondite durante la lettura di Quando Helen verrà a prenderti, altre viceversa:

  • il prologo può servire a chiarire da subito il genere a cui afferisce il racconto che si sta per leggere/osservare; fornire al lettore alcuni elementi chiave per orientarsi nella storia;
  • i personaggi, come le persone, mostrano la loro vera natura soprattutto nei momenti di conflitto;
  • i personaggi (più polarizzati nei romanzi e meno nella realtà) rientrano in categorie fisse: esistono personaggi testa, personaggi cuore, personaggi istinto che si buttano a capofitto nell’avventura e personaggi istinto che, al contrario, scappano a gambe levate;
  • i flashback non sono mai inseriti a caso nella storia: anche il momento della narrazione in cui l’autore decide di portarci indietro nel tempo è cruciale;
  • un tuffo nei ricordi può servire a dare anticipazioni sulla trama, mostrarci uno squarcio della vita di un personaggio, far luce sulla natura o sull’evoluzione di legami;
  • le connessioni libro – storie possono servire ad avanzare ipotesi;
  • un lettore scandaglia le domane con altre domande;
  • quando una storia si sviluppa in trame parallele destinate ad incontrarsi, il momento di passaggio da una all’altra non è mai casuale;
  • l’ambientazione può assumere valore simbolico;
  • l’ambientazione può rispecchiare lo stato d’animo dei personaggi;
  • i temi di un racconto possono nascondersi nei conflitti, nelle costanti o nei consigli di un personaggio adulto a uno più giovane ed inesperto;
  • ogni personaggio ha delle risorse individuali che può mettere – o meno – al servizio degli altri;
  • i personaggi sono mossi da una volontà esterna (want) e da un bisogno interno (need);
  • esistono personaggi con difetti fatali: ferite che li rendono ostili agli altri. (E non sempre sono personaggi negativi – video di riepilogo);
  • a rendere tale un racconto inquietante non sono solo le azioni ma, sopratutto, gli elementi perturbanti che emergono da descrizioni, dialoghi, e riflessioni
  • un dialogo può servire a dare al lettore informazioni chiave sulla trama, riepilogare elementi significativi, mostrare la natura dei personaggi ed il loro rapporto reciproco, introdurre un tema forte ( video di riepilogo);
  • anche i co-protagonisti possono vivere il loro circolo dell’eroe.

Per completare la fase di immersione ho fatto in modo che i ragazzi passassero dal livello “assorbo il genere in modo abbastanza inconsapevole” al livello “detective in azione”: ho selezionato alcuni mentor da Storie del terrore da un minuto (La Babysitter, Zampette, Mozzafiato, La scorciatoia) e li ho gettati nell’arena della discussione. “Cosa caratterizza questi testi come inquietanti?”, ho chiesto loro. Li ho lasciati liberi di parlane dentro alcune stanze di Meet (più della metà del percorso è avvenuta in Dad) quindi ho avanzato un’ulteriore richiesta: quella di sintetizzare, facendo riferimento ai mentor ma anche a Stranger Things e Quando Helen verrà a prenderti, gli elementi chiave di un inquietante relativamente a Trama – Ambientazione – Personaggi e Lessico.

Da ultimo ho nuovamente tentato un azzardo.

Non solo ho consegnato ai ragazzi e alle ragazze la sintesi di quanto emerso nel corso dei lavori di gruppo; l’ho anche arricchita delle strategie e degli aspetti che avremmo affrontato, uno alla volta, da lì a poco. L’ho accompagnato con queste parole: Stai per iniziare la scrittura di un racconto inquietante. Questo file è IMPORTANTISSIMO. È la tua bussola di scrittura: ti servirà per pianificare, controllare il tuo pezzo e lavorare con cognizione di causa. Trovi infatti le caratteristiche che deve avere il tuo pezzo e quali strategie puoi applicare per andare a segno. Alcune le conosci già, altre te le insegnerà la Prof.ssa ma le hai già incontrate tutte nei brani che hai letto, nel romanzo affrontato in classe e in Stranger Things, quindi puoi provare a metterle in atto “a intuito”. Non preoccuparti di essere efficace fin da subito: la maggior parte del tuo compito consisterà nel revisionare la bozza.

Sì: rischio di creare confusione esplicitando da subito tutte le strategie ma l’intento è quello di far scrivere tutto il testo della prima bozza in un’unica sessione di laboratorio. Non lo farei mai in prima ma in seconda voglio tentare l’azzardo: alcune strategie dovrebbero già averle in memoria dallo scorso anno. Riusciranno a rimetterle in campo piegandole alle necessità del contesto?

Ve lo racconterò presto, dopo aver fatto il punto su quel che stiamo scoprendo in prescrittura.