Primi passi verso dove ti porta la poesia

I ragazzi stanno leggendo, scrivendo, commentando liberamente poesie da tre mesi. All’inizio non è stato facile – e per alcuni non lo è ancora – perché “la Prof” ci tiene in particolar modo al “potere dell’io”. e scavare dentro se stessi richiede concentrazione, onestà, maturità, consapevolezza …

Sono orgogliosa dei miglioramenti che tutti hanno mostrato in questo viaggio alla ricerca delle parole che il proprio silenzio può regalare.

Mi commuovo quando durante la sessione di scrittura autogestita li vedo sedersi a coppie e, cercando di captare se sono sul pezzo o se stanno parlando del più e del meno, li sento discutere di “la parola che ho usato rende bene l’idea secondo te?”  o  “questo verso che hai scritto mi piace proprio, posso appuntarmelo sul diario?” o ancora “io vorrei far emergere questo tema ma non so se sono riuscito a farlo usando questa metafora: che ne pensi?”. 

Insomma: son cresciuti.   E tanto.

MA… prendendone atto ho pensato che

  1. a scuola – e nella vita – se ci si gongola troppo su una conquista si rischia non di rimaner fermi ma di retrocedere;
  2. ad inizio anno ho espresso ai genitori  la volontà di formare teste pensati e non di plasmare vasi riempiti;
  3. anche io ho bisogno di camminare, sperimentare, innovare.

Mi sono quindi accorta che fino ad ora non avevo mai chiesto ai ragazzi di imprimere su carta il loro punto di vista sulle poesie lette insieme: quelle scelte da me come mentor text, quelle trascritte sui quaderni ed attinte principalmente da  http://www.scrittoridiclasse.it/archivio/  e dalla  https://stanzajosefstudenti.wordpress.com/, o ancora quelle scoperte da ciascuno curiosando tra le pagine dei libri che ho portato in classe.

commentopoesia1Se scrivere poesie non è semplice, ragionare e scrivere di poesia, per i ragazzi, può esser davvero complicato. Un conto è esprimere un’opinione rispondendo ad una domanda della Prof o ad uno stimolo dei compagni, un conto è starsene da soli per un po’ con un testo scritto da altri, iniziare a sviscerarlo, provare a comprenderlo ed entrare nel suo mondo affinché ci conduca nel nostro.

Così ho buttato giù una proposta per aiutarli a compiere i primi passi (strutturati)  verso “dove la poesia li porta”: non si tratta di una guida al commento, per quello ci sarà tempo; è solo una piccola bussola per iniziare un viaggio che spero non si esaurisca in tre anni ma che continui per tutta la vita.

Ah, sì! Avevo accennato al mio bisogno di innovare.

L’ultima attività proposta ai ragazzi attraverso l’infografica che vi sto per condividere è quella di registrarsi mentre leggono in modo espressivo la poesia scelta, indagata, viaggiata e condivisa.

Inizialmente pensavo di raccogliere i file audio in un’unica cartella in  Google Drive e di condividerla con tutti loro MA.. mentre ragionavo proprio su questo aspetto (la condivisione) …  Jenny  e i QR Codes sono sbucati  dallo schermo del mio cellulare.

Solo una coincidenza? Direi proprio di no. Mi aspettano settimane di studio matto e disperatissimo. Per ora l’istinto dice: “mattonelle di poesie”. Vedremo se la direzione sarà quella o se la poesia mi porterà altrove.

Ecco il link all’infografica

 

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