Mostra: non dire.Cosa? Le emozioni nel testo autobiografico!

Lo so: son stata un po’ latitante. Perdonatemi. Sono giorni che rimando, giorni che mi dico che devo concedermi un po’ di tempo per raccontarvi dei passi in avanti che i ragazzi stanno compiendo nella scrittura del loro primo vero testo autobiografico. Già la mini lesson “dei semi d’anguria” aveva sortito ottimi risultati ma la vera svolta c’è stata dopo che hanno sperimentato sui loro taccuini la tecnica dello “show, don’t tell” – ossia: “mostralo: non dirlo”.

peha
Learning Patterns v01- Steve Peha.

Per prepararla mi sono basata soprattutto sul volume della Heard che ho già tante volte citato, sui testi di Steve Peha e sui consigli di Jenny, Loretta e delle “teachers” che l’avevano già proposta ai loro pargoli. Naturalmente ho cercato di seguire l’architettura classica della mini lesson: Connection – Teaching point -Modeling – Active engagement – Link – Conclusione.

Confesso: ho sforato nei tempi. E non poco. Ho scelto di ampliare di molto i 5/6 minuti che di solito dedico al Teaching point ed al Modeling.

Naturalmente ho cercato di esplicitare chiaramente ed in poche parole il focus della lezione: imparare a “far vedere” ai lettori le nostre emozioni (o quelle dei nostri personaggi). Poi ho proceduto a step.

  1. Abbiamo dato uno sguardo una semplice tabella: ogni cella conteneva il nome di un’emozione. Nient’altro.
  2. Siamo passati ad un collage di espressioni facciali (io ho usato questo ma in rete ce ne sono a bizzeffe) ed abbiamo cercato di associare espressioni  ad emozioni.
  3. Quindi è stato il turno, prima, di descrivere verbalmente le emozioni rappresentate in uno uno speachless books, poi, di riflettere sul rapporto tra testo ed immagine all’interno di un libro illustrato. – Grazie ad Agnese per la dritta su “Un grande giorno di niente”. –
  4. Ultimo passaggio: siamo tornati alle parole. Queste:

Timore – Meraviglia – Curiosità – Insicurezza – Desiderio

Era la prima volta che vedevo il mare: ero intimorita ma attratta da quella grande distesa di acqua. Non sapevo se mettere o meno i piedi a bagno.

Era la prima volta che vedevo il mare: avanzavo a passettini lenti verso la schiuma che le onde riversavano a riva e, non appena questa si avvicinava un po’ troppo a me, mi ritraevo di corsa. Tra me e quella grande distesa di blu era iniziato un ballo. Lei si inchinava ai miei piedi, continuava ad invitarmi in mezzo alla pista …

Ci siamo chiesti quali “parole” avremmo affiancato alle immagini di un illustrato e quali avremmo utilizzato per descrivere, in un “only words book”, una pagina di un “speachless book.”

Non serve che vi annoi con l’esito della discussione, vero?

Che dite? Che è meglio che passi a condividere qualcosa di più succoso? Avete ragione.

Eccoli: i primi esperimenti di applicazione del “Mostra, non dire” direttamente dai taccuini dei ragazzi. Se volete gustarveli basta che ci clicchiate su!

 

Immagine di copertina: https://www.flickr.com/photos/psd/13953482564

 

 

 

 

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