Tipetti molto interessanti. Iniziare a dar forma a personaggi da far amare.

E’ proprio vero: a volte i libri ti “aspettano”. A te SEMBRA di parcheggiarli sul comodino in attesa del momento giusto per gustarteli, ti PARE di guardarli ogni tanto di sfuggita e di sussurrar loro, mentre spolveri o rifai il letto “tranquillo, presto arriverà il tuo turno” … INVECE NO. E’ il contrario. Sono loro studiare te ed i tuoi movimenti, a scrutarti così a fondo da sapere quando è arrivato IL momento di piantar parole, sicuri di vederle germogliare.

Almeno per me è così. Ne volete una prova?

Da settimane spostavo dal comodino alla cassettiera e dalla cassettiera alla scrivania del mio studio  Lo Spacciatore di Fumetti    di Pierdomenico Baccalario. Da settimane, però, quel bel tipetto sui quattordici anni in copertina pareva girare la testa tutte le volte che mi avvicinavo con l’idea di rompere il ghiaccio e farci amicizia. Un paio di giorni fa, invece, mentre risistemavo il bucato, gli sono passata sbadatamente accanto e l’ho visto: mi ha stretto l’occhiolino. Non è che avessi molto tempo da concedergli: dovevo assolutamente concentrarmi sulla scrittura delle mini lesson dedicate alla creazione dei personaggi ma non potevo lasciarmi sfuggire quell’occasione. Sàndor aveva deciso. Aveva scelto IL momento. Rullo di tamburi, maestro. Tuttodunfiato fino al capitolo 9 tuttintero. Eccone un passaggio:

Era come dover costruire una casa senza aver mai preso in mano un mattone, una livella o una cazzuola. Avevamo già una vaga idea del risultato finale, e nessuna  su come raggiungerlo.

– Facciamo per prima cosa il mondo, – avevo proposto io, perchè l’avevo letto una volta in un’intervista in appendice a un fumetto.

Ma non c’è un mondo! Fog Grey abita qui, oggi, nella nostra città. Solo che arriva da… sotto! E spaventa tutti, perchè indossa una divisa nazista.

Ma non è un nazista.   

– Sì che è un nazista!

– Lo è stato ma adesso non lo è più.    

–  Solo perchè ha perso la memoria…

E oltre alla memoria ha perso anche il suo vero nome   

– Ma il suo nome era importantissimo ed è per questo che lo cercano.

– Mmm… e come fa un nome a essere così importante? Secondo me lo cercano per il tesoro che ha nascosto …

– …prima di perdere la memoria.

– Per le torture. Nei sotterranei.

– Ma certo! Ha seppellito il tesoro nel Labirinto che si trova sotto di noi. E poi si è tatuato le coordinate per trovarlo sulla schiena!

[…]

Era stato più o meno con questo tipo di discussioni, che erano trascorse le mie ultime giornate.  Costruivamo a tentoni, nella nebbia, come il nostro eroe dal passato indecifrabile. Né io né Nikolai avevamo la minima idea di quale fosse il modo giusto di procedere, e nemmeno se fosse esistito un modo giusto.

Ed è proprio più o meno con questo tipo di discussioni che trascorreranno le prossime ore di lezione i miei ragazzi.  Inizialmente rifletteremo sul “perchè, quando e come” in noi è scattato un colpo di fulmine verso un personaggio letterario,  quindi ciascuno inizierà a dar vita al proprio, confrontandosi con i compagni ed annotando sul taccuino.

(Qui il link alla presentazione in formato più esteso)

Successivamente i personaggi inizieranno a compiere i primi passi all’interno di luoghi conosciuti dai ragazzi – scorci del nostro Comune – ma da questi ultimi trasformati per l’occasione e a seconda delle esigenze.

Made with Padlet

Avevamo cominciato a disegnare un’immensa mappa di cunicoli, piani e piani di labirinti, uno sull’altro e tutti sotto di noi. Giravamo per la città ed io prendevo appunti: ecco quel palazzo, quella via, quel parco. Le uscite segrete di Fog Grey, le porte del sottosuolo che si aprivano durante le notti di nebbia.

Samu mappa generale

Eh sì. Lo spacciatore di fumetti è davvero un tipetto interessante che sa quando scegliere IL momento giusto per farti l’occhiolino.

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