Immersioni nel RW. Le regole dell’Estate – terza (ML)

Si dice che nel mondo ci siano almeno 7 persone identiche a ognuno di noi. Sette persone con lo stesso taglio di occhi, la stessa forma del viso, lo stesso naso a patata, a punta o ingobbito. Non lo sapevate? Ne siete rimasti sorpresi? Beh, all’inizio la cosa aveva colpito anche me poi ho pensato che le mie sosia a spasso per il mondo, di simile a me hanno solo l’involucro, quindi non mi rispecchiano e io non le rispecchio in ciò che è essenziale.

Ciò che invece mi fa venir la pelle d’oca ogni volta che ci penso – e che mi fa anche amare la lettura – è che nel mondo ci sono milioni di libri in cui posso rispecchiarmi e riconoscermi, che raccontano di me, che sembrano conoscermi o che sembrano sapere esattamente ciò che ho vissuto o sto vivendo. Non vi è mai successo di leggere un libro e di pensare: “Hey! Cavoli! Potrei benissimo essere uno dei personaggi di questa storia!”

È in questo modo che ho introdotto ai ragazzi il terzo appuntamento con “Le regole dell’estate”. Obiettivi della sessione di lavoro? Allenarli a specchiarsi in un libro, ad istituire connessioni con la propria vita e a discuterne in gruppo.

Per la prima mezz’ora di lezione il libro non l’abbiamo nemmeno aperto: ci siamo fermati alla copertina, al titolo. La discussione ha subito preso fuoco: l’innesco è stata la parola “REGOLE”, un termine nei confronti del quale i più hanno confessato di provare una certa allergia. Abbiamo parlato del loro rapporto personale con le regole che scandiscono le loro giornate, del senso di oppressione che si prova quado si è obbligati a seguire regole non condivise, di regole che incatenano e di regole che liberano.

Il passaggio successivo è stato quello di accostare ciò che il titolo del libro aveva smosso in ciascuno, con ciò che tutti sapevano del suo contenuto:

  • Recuperiamo quel che abbiamo scoperto: nelle illustrazioni sono  descritte diverse sfaccettature di un rapporto di amicizia.

  • Ora colleghiamo questa consapevolezza al concetto di REGOLE e chiediamoci:  esistono delle regole (anche non scritte) che sottendono ai nostri rapporti di amicizia?

  • Ci aspettiamo qualcosa dai nostri amici? C’è differenza tra regole ed aspettative?

Dopo un’altro quarto d’ora di discussione è arrivato per tutti – me compresa – il momento di aprire i taccuini e pensare su carta.

I bravi lettori sanno trovare in un libro dei collegamenti con la propria vita, sanno specchiarsi in un libro e ..discutono delle loro scoperte con altri lettori oppure le annotano sul loro taccuino. La prima cosa l’abbiamo fatta. Ora vi chiedo di mettere in atto l’altra buona abitudine di un bravo lettore: negli ultimi minuti di questa lezione e una volta a settimana, dopo la lettura, prendete l’abitudine di annotare le vostre riflessioni su quanto il libro vi ha comunicato. Oggi, ad esempio, vi chiedo di affrontare questo lampo di scrittura: cosa mi aspetto io dai miei amici e da un’amicizia? Cosa devono aspettarsi i miei amici da me?

A casa tornateci su e provate a compilare una Tchart. Da un lato elencate almeno 5 situazioni in cui le vostre aspettative sono state disattese (o di quando voi credete di aver disatteso le aspettative di qualcuno) , dall’altro elencate almeno 5 momenti in cui un vostro amico/a vi ha dimostrato di essere veramente tale.

Com’è andata? Teste chine sui taccuini. Silenzio assoluto per 5 minuti buoni. Suono della campanella. Coro di “nooooooooooo”.

Credo sia andata bene, sì.

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